La Voce Dei Conigli

associazione di volontariato NO PROFIT per la tutela dei conigli CON SEDE A VERONA.

 

L'associazione lavocedeiconigli si occupa di recuperi e adozioni di conigli abbandonati.

Svolgiamo attività di informazione sulla corretta gestione del coniglio come animale da compagnia tramite il sito, la distribuzione di materiale informativo, eventi, nelle scuole e sui canali social.

Il nostro obiettivo è il benessere dei conigli e di tutti gli animali.

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VIAGGIARE CON UN CONIGLIO

 

 

Può capitare di dover viaggiare sia per una vacanza che per un cambio di città.

In questa pagina vi daremo alcuni suggerimenti per affrontare un viaggio confortevole e sicuro per il vostro coniglietto!

 

In vacanza con noi si o no?

 

Il coniglio è un animale che non ama gli spostamenti.. viaggi troppo lunghi e in periodi caldi possono mettere a rischio la sua vita... per cui dovete valutare bene se portarlo con voi o lasciarlo a casa in mani fidate.

 

Se si tratta di una vacanza di una o più settimane il nostro consiglio è di lasciarlo a  casa dove potrà essere accudito e seguito dal suo veterinario in  caso di bisogno.

 

Se lo lasciate ad amici o parenti assicuratevi di "istruirli" per bene sull'alimentazione ma sopratutto sul riconoscere sintomi di malessere in maniera che possano portarlo dal veterinario!

Un "occhio non esperto" potrebbe sottovalutare un problema di salute con gravi conseguenze!

Potete valutare se spostare il coniglio o (scelta consigliata) se lasciarlo a  casa nel suo ambiente e far venire 2 volte al giorno una persona ad accudirlo. Questa soluzione è ottima se si tratta solo di qualche giorno...

 

In alternativa potete lasciare il coniglietto ad una pensione per conigli, sono persone esperte in conigli che mettono a disposizione una stanza della loro casa ecco l'elenco dei Pet-sitter in Italia.

Cercate quella più vicina a voi e andate prima a vedere di persona la sistemazione e le cure che riceverà il coniglio.

 

 

 

 

Se decidete di portarlo con voi in vacanza o dovete cambiare città ecco alcuni consigli su come affrontare il viaggio:

 

Come prepararsi al viaggio con il coniglio

 

Se dovete viaggiare in estate fate molta attenzione alle temperature e non lasciare mai il coniglio al sole e al caldo, sopra i 25 gradi rischia un colpo di calore.

  • Organizzatevi bene tempo prima in maniera di essere a posto con bagagli, medicinali, vaccinazioni e certificazioni.

  • Accertatevi che il paese di destinazione e la struttura accettino i conigli e quali sono i certificati richiesti.

  • Chiamate tempo prima le diverse compagnie aeree e di navigazione per capire se accettano conigli e  il tipo di trasporto.

  • Cercate un veterinario esperto nel luogo dove andrete in caso di bisogno.

  • Procuratevi un trasportino confortevole e teli assorbenti.

 

Se dovete cambiare paese (viaggio all'estero)

Informatevi anticipatamente sul luogo in cui dovete trasferivi che cosa è richiesto per portare con voi il coniglio.

 

Solitamente di base serve:

 

- il libretto per ogni coniglio,

- le vaccinazioni in regola (mixo e mev)

- documento di buona salute che deve rilasciare l’ASL locale (sezione animali) il più vicino possibile alla data di partenza (vale 5 giorni, mi pare, quindi deve essere fatto proprio a ridosso della partenza)

- Il microchip non è obbligatorio, ma consigliato per sicurezza, metti che ti scappi il coniglio

 

 

Cosa portare?

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  • Durante il viaggio dovete avere del cibo da offrire al coniglio (fieno, pellet e verdure).

  • Una coperta o asciugamano per riparare eventualmente il trasportino da colpi d'aria.

  • Libretto sanitario con le vaccinazioni in regola.

IMPORTANTE: se viaggiate in treno, nave o aereo il coniglio deve stare sempre con voi!

Mai metterlo nella stiva di navi o aerei perchè morirebbero.

 

In treno:

I conigli (custoditi nel trasportino di dimensioni non superiori a 70x30x50) sono ammessi gratuitamente  nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni e nei livelli di servizio AV Executive, 1^ Business, 2^ Premium e 2^ Standard. E’ ammesso un solo contenitore per ciascun viaggiatore.

 

Sistemate il coniglietto nel trasportino, mettete un telo assorbente sul fondo in maniera da poterlo cambiare se fà pipì e mettete del fieno e verdura che se vuole può mangiare durante il viaggio.

 

In nave:

Ogni compagnia ha le sue regole e gestisce il trasporto in modo diverso.. spesso accade che non è consentito tenere con sé l'animale ma in spazi appositi sul ponte della nave.

Attenzione: durante la traversata il garage non è accessibile e la temperatura, soprattutto in estate, può essere molto elevata.

 

In aereo:

Ogni compagnia ha le sue regole e gestisce il trasporto in modo diverso.

Di norma gli animali viaggiano in stiva; su richiesta del passeggero piccoli animali possono essere accettati come bagaglio a mano, in gabbia o contenitore, a queste condizioni:

-  necessaria la prenotazione
-  pagamento di supplemento per eccedenza bagagli
-  nello stesso contenitore possono viaggiare al massimo cinque soggetti, per un peso massimo di 8 kg.
-  il contenitore non deve eccedere le misure cm 46x25x31
-  l’animale deve rimanere chiuso nel contenitore
-  è facoltà del comandante di trasferire l’animale nel bagagliaio o sbarcare in caso di fastidio ai passeggeri

 

Sistemate il coniglietto nel trasportino, mettete un telo assorbente sul fondo in maniera da poterlo cambiare se fà pipì e mettete del fieno e verdura che se vuole può mangiare durante il viaggio.

 

In auto:

Se viaggiate in estate uno dei maggiori problemi è il caldo! il coniglio soffre alle alte temperature, non ha ghiandole sudoripare e il colpo di calore è un rischio altissimo.

 

Quindi l'auto deve avere almeno l'aria condizionata che rinfrescherà l'ambiente (non esagerate con il freddo!).

Potete far viaggiare il coniglio con una gabbia o con un ampio trasportino.

Se il viaggio è lungo fate delle soste per permettere al coniglio di rilassarsi e mangiare.

 

Sistemate il coniglietto nel trasportino o nella gabbia, mettete un telo assorbente sul fondo in maniera da poterlo cambiare se fà pipì e mettete del fieno e verdura che se vuole può mangiare durante il viaggio.

 

Video:

 

 

 

CONIGLI IN VACANZA

 

Molte persone amano fare le vacanze in tranquille zone di montagna affittando magari una casetta con giardino! in Questo caso potete portare con voi i conigli (chiedete sempre prima se accettano animali!!!).

Anche i vostri coniglietti ameranno scorazzare in giardino!

Ovviamente assicuratevi che il giardino sia ben recintato e sicuro e non lasciateli mai soli, ma sempre sotto la vostra sorveglianza, non fidatevi a lasciarli soli!

 

Reti e recinti utilissimi per organizzare zone sicure per i coniglietti in vacanza con voi :-)

 

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CONIGLI IN VIAGGIO

 

Il viaggio di Dada e Emily

 

I nostri amici Tatjana e Flavio sono partiti dal Veneto per andare a vivere in Scozia (Regno unito) attraversando la Manica.

Il viaggio si è svolto in auto-traghetto.

 

I conigli hanno viaggiato in macchina dentro una gabbia sistemata nei sedili posteriori.

 

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Durante la traversata della Manica sono stai tranquilli!

 

I certificati richiesti sono stati:

certificato di buona salute (vidimato dall’Ulss locale) e libretto vaccinazioni.

Per sicurezza, entrambi i piccoli sono stati dotati di microchip.

 

Il viaggio di Camillo

 

CAMILLO DESTINAZIONE MIAMI

 

Eccoci qui, mi piace pensarlo in viaggio con il fieno dentro la zainetto al terminal 3 gate E.

Sono una persona concreta, a volte tranchant, tanto responsabile e troppo esigente. Da qualche anno volevo un coniglietto ariete ma per motivi diversi non mi sono permessa di prenderne uno con me. Il lavoro, i viaggi, la vita movimentata, insomma le solite cose, “nulla di più e nulla di meno”.

Ho smesso di credere all’amore qualche tempo fa in concomitanza con la morte di mio padre, la vita, “nulla di più e nulla di meno”.

Il 31 agosto la mia vita ha smesso di essere “nulla di più, nulla di meno”. Ho incontrato quell’amore che capita una volta nella vita. Quell’amore che appena succede lo senti dentro come il profumo della primavera. Quella notte, poche ore dopo aver conosciuto Emanuele gli dissi che l’amavo. Stava aspettando il visto per gli Stati Uniti, si trattava di un trasferimento fisso e non di qualche mese di trasferta. Dopo pochi pochissimi giorni- dal quel 31 agosto- vivevamo insieme e scherzavamo su come le mie gambe lunghe potessero entrare nella valigia di nascosto. Un sabato pomeriggio uscimmo per comprare delle tazze da colazione e parlammo di conigli. Non so come, non so perché. Era forse arrivato il momento e così, dopo 4 ore di macchina arrivammo a Trento a prendere Camillo.

Piansi, di già. E giuro che non sono una frignona.

Iniziamo la nostra vita in tre, colazioni a caffè e biscotti ottocento per noi e radicchio e costine per Camillo. Eravamo felici, felici nel cuore.

Il visto di Manu per gli USA tardava ad arrivare, il covid ovviamente giocava la sua partita tenendo in scacco tutti noi.

Manu ogni mattina va a correre, neve, ghiaccio , sole, non importa.

Una mattina tornó a casa, si tolse le cuffiette e sudato mi disse che avremmo dovuto sposarci.

E successe poche, pochissime settimane dopo in una giornata di novembre che profumava di estate. Con il covid, con le mascherine, con le nostre famiglie e con Camillo.

Manu era residente in Argentina e le complicazioni nell’organizzare un matrimonio

in poche settimane, durante il covid, con una persona non più residente in Italia, ovviamente non tardarono ad arrivare.

Ebbene, Il 7 Novembre ci siamo sposati tra le note di “to build a home”.

A fine dicembre avremmo avuto il colloquio in consolato, fino a quel momento nessuno avrebbe potuto sapere le sorti del nostro visto.

Abbiamo iniziato ad informarci sulle compagnie aere, pare che dal 1/01/2020 non sia più permesso far volare conigli in cabina (al netto di Alitalia in Italia).

Lacrime, ricerche, telefonate, email, insomma giorni attaccati ad ogni mezzo di comunicazione e ricerca esistente.

L’unica soluzione era la stiva pressurizzata cargo. All’inizio ero assolutamente contraria e restia e per il bene di Camillo non vi nego di aver pensato di lasciarlo con la mia mamma, in una casa grande e un giardino grande in cui correre. Manu, sapendo quando stessi male per questa situazione mi disse una frase. Aveva il cuscino in mano e un sorriso dolce sul viso:”nessuno della nostra famiglia rimane indietro”, “quello stronzone arriverà arrogante come al solito”.

Ok, siamo in ballo. Balliamo.

Abbiamo prima contatto un’agenzia (non vorrei fare nomi per rispetto), la più conosciuta e rinomata ma non ci siamo trovati molto bene, credo sia più una questione di persone, non di organizzazione. Per il covid c’era un embargo sugli animali vivi dall’italia quindi no voli e no partenze. Avremmo dovuto farlo uscire dall’Italia e poi considerare un volo per gli USA. Non mi sono personalmente trovata troppo bene con la ragazza quindi abbiamo deciso di cercare altro. Mille preventivi, form, email, informazioni sbagliate, informazioni a caso. Serve il microchip, non serve il microchip, serve l’antirabica, non serve l’antirabica. Insomma tutto e il contrario di tutto. Non capivamo più niente.

Niente. Dopo giornate al telefono, abbiamo trovato un’altra agenzia e avevamo prenotato il volo per Cami il 14 gennaio da Roma. Okay è fatta, ci siamo detti. Abbiamo prenotato anche i nostri voli da Roma e felici abbiamo guardato un film sul divano con il portale di Lufthansa aperto sul bracciolo.

 

Update ROMA- FRANCOFORTE: REJECTED

 

Pianti, lacrime e cene saltate. Una bambina arresa e chiusa insomma.

Ripartiamo con la ricerca, la data di partenza di camillo viene spostata al 25 gennaio.

Il 13 gennaio salutiamo Camillo e mia mamma, tra le lacrime e partiamo per Roma.

Dormiamo nell’hotel pet friendly dentro l’aeroporto che avevo prenotato per Camillo, ma senza di lui.

Atterriamo io e Manu a Miami, Cami in Italia con mamma.

Era ormai il 23 gennaio e la partenza di Cami imminente. Il suo volo ROMa-FRANCOFORTE era molto presto al mattino e l’idea di lasciarlo solo in pensione a Roma mi faceva di nuovo piangere a dirotto.

La mamma è la mamma. E le nostre sono speciali. Partirono loro due da Milano per portare Cami a Roma e dormire con lui prima della partenza.

Borse ermetiche con le verdure preferite tagliuzzate, fieno, istruzioni su ogni busta, trasportino iATA ad hoc, misure, controlli, veterinaria che ormai è diventata un’amica e via, è il momento, let’s do the twist.

Tutte le nostre famiglie su flight radar a monitorare il volo di Camillo, io attaccata al telefono sperano che qualcuno, una volta atterrato a Francoforte, mi dicesse qualcosa. Ma Sembra che -no news, good news.

Cami aveva una notte di a Francoforte e, la mattina seguente ripartitì per Miami. Alle 15 ora locale atterró. Io e Manu in aeroporto, nel magazzino merci a cercare il nostro amore. E poi...be il resto lo sapete.

 

 

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Grazie a Federica per questa testimonianza!

@Federicavittorias