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La storia di FIOCCO di Leonardo
CRONOSTORIA
DI FIOCCO

Cari amici, vi
voglio raccontare l’esperienza vissuta con il mio coniglio
di nome “Fiocco”. Lui è entrato nella nostra casa ben sei
anni fa, era grande quanto una mano, aveva solo pochissimi
mesi di vita, ma immediatamente imparò a svolgere tutte le
sue funzioni fisiologiche esclusivamente dentro la lettiera
ricoperta di segatura. Per questo ottenne da noi un premio.
ASSOLUTA LIBERTA’ di poter utilizzare totalmente la nostra
grande casa disposta su tre piani, questo anche in nostra
assenza. Scoprimmo subito quali erano i suoi giochi
preferiti e quali erano le sue esigenze. Amava avere sempre
la lettiera pulita e a disposizione pellet, acqua fresca,
fieno e verdure servite dentro un piattino. Adorava riposare
su morbidi tappeti e non amava essere sollevato per le
coccole ma bensì voleva essere accarezzato disteso a terra.
Gli piaceva giocare spingendo e facendo rotolare diverse
palle di gomma, mentre gli fu impedito di mordicchiare i
fili di corrente elettrica sua grande passione.. Imparammo
così a rispettarlo e a convivere quotidianamente con un
piccolo animaletto vagante sempre alla ricerca della nostra
presenza. All’ età di tre anni durante una delle tante
uscite in giardino, Fiocco fuggendo perché ricorso da un
gatto, si fratturò le zampe posteriori. Questo non venne
prontamente diagnosticato da veterinari a dir poco
incompetenti e quindi la situazione degenerò causando anche
una pododermatite granitomatosa degenerativa, patologia
decisamente molto grave e in diversi casi addirittura
letale. Quando la situazione arrivò al limite della
disperazione ci consigliarono una clinica veterinaria di
Ferrara e qui Fiocco incontrò due fantastici veterinari
specializzati nei NAC (nuovi animali da compagnia). I
veterinari riuscirono con prolungati bendaggi di garza
iodata e con terapia antibiotica iniettata in cute a salvare
il nostro coniglio e fargli riprendere la deambulazione
permanendo solo un lieve deficit funzionale, tutto questo
durò circa cinque mesi. Due anni dopo improvvisamente ci
accorgemmo che Fiocco rifiutava il cibo, avvicinandosi al
piattino ma ritraendosi prontamente. Capimmo che la
situazione si stava aggravando quando il coniglio non
evacuava quasi più. Lo riportammo alla clinica veterinaria
dove intervennero immediatamente sulla malaocclusione
dentale. Trascorremmo quindi altri giorni molto duri, con
alimentazione forzata, ma fortunatamente durò poco. E la
vita di questo intelligentissimo animaletto continuò serena
sino a circa poco meno di due mesi fa (5 febbraio 2010)
quando improvvisamente Fiocco dopo una lunga dormita davanti
al camino di casa, si alzò barcollando non riuscendo più a
mantenersi in equilibrio. Rifiutava cibo, ma aumentava
spaventosamente il senso di sete, il livello del bicchiere d
acqua dove lui si abbeverava calava vistosamente. Durante la
notte la situazione si aggravò, Fiocco non riusciva più a
stare in posizione quadrupedale, cadendo ripetitivamente
avvolgendosi a vite su sé stesso e la testolina iniziò ad
inclinarsi verso il lato sinistro. Nella prima mattinata del
giorno seguente, il coniglio venne ospedalizzato, e dopo
aver effettuato specifiche analisi cliniche venne
diagnosticata l’encefalitezoonosi.

La terapia
iniziale fu di cortisone a seguire antibiotico
antiparassitaria e antinfiammatorio. Inizialmente Fiocco
reagì bene ai farmaci, ma dopo due giorni ci fu una forte
ricaduta. Disperati lo riportammo a casa sperando che nel
suo ambiente si riprendesse. Con tanta perseveranza
costruimmo un morbido recinto, con morbidi cuscini e spessi
panni ricoperti da traverse per incontinenti, cercando di
evitargli traumi durante i repentini rotolamenti. Venne
alimentato in modo forzato con critical care ogni tre ore,
compreso la notte. Venne abbeverato costantemente con una
grossa siringa senza ago, venne lavato giornalmente con
acqua tiepida e sapone e immediatamente dopo asciugato con
phon, gli vennero somministrate puntualmente tutte le
terapie farmacologiche prescritte e venne ricoperto di
attenzioni, presenze e affetto da parte di tutti i
componenti della nostra famiglia. Fu molto difficile
decidere di non praticare l’eutanasia, assistere impotenti
alle sue frequenti crisi epilettiche che lo costringevano a
rimanere immobile a terra per lunghi interminabili istanti,
e al susseguirsi di capovolgimenti per la mancanza di
equilibrio, ci faceva impazzire. La situazione era veramente
drammatica, l’incapacità di ingerire il ciecotrofo gli
procurò stasi intestinale, e sopragiunsero anche problemi
sia a livello oculare che all’apparato urinario.
Ma
Fiocco ci esprimeva tutta la sua voglia di vivere, cercava
le nostre carezze ci leccava le mani, mangiava quando gli
veniva proposto e tentava di lavarsi (dove riusciva ad
arrivare naturalmente). Non ci furono mai notevoli
miglioramenti per circa quindici lunghi giorni, anzi direi
che ebbe anche qualche peggioramento. Dal sedicesimo giorno
in poi però Fiocco iniziò a riprendersi. Richiese
l’autonomia nell’alimentazione e all’idratazione, poi iniziò
la deambulazione, si procurò un varco tra i cuscini del
recinto per poter uscire, riuscì a trovare l’equilibrio per
ingerire il ciecotrofo, e iniziò a cercare la lettiera.
Quindi, poiché non era ancora in grado di saltare ,tagliammo
su di un lato una grande scatola di plastica ricoperta di
segatura per potergli permettere di entrare. Dopo pochi
giorni, con grande meraviglia anche dei veterinari, Fiocco
iniziò ad entrare nella sua originaria lettiera alta circa
dieci centimetri, e come ultimo grande successo, dopo aver
catapultato un paio di volte, fu nuovamente in grado di
salire e scendere le scale di altezza superiore a venti
centimetri.
Oggi a
distanza di ben circa cinquanta giorni dalla malattia, il
nostro Fiocco è in ottimo stato di salute, senza postumi
residuali, la testolina è perfettamente allineata e non ha
deficit motori. Con questo racconto vogliamo lanciare un
messaggio di speranza a chi stà vivendo, purtroppo questa
negativa esperienza. L’encefalite è una lunga e brutta
malattia, ma se presa prontamente è curabile anche se
cronicizzante. Abbiate tanta perseveranza, non abbattetevi
mai, ma con tenacia resistete, questo potrà risultare molto
oneroso, ma se il vostro coniglio vi chiede aiuto non
negateglielo, se non è ancora giunto il momento di
salutarlo ve lo dimostrerà, dategli tanto amore e supporto
al resto provvederà lui.
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La
storia di ROMEO di
Valentina e Roberto
Romeo
bellissimo coniglio ariete di taglia grande è stato preso ad una
fiera a settembre 2006, purtroppo dopo qualche mese ha manifestato i
primi sintomi: testa inclinata. Valentina e Roberto hanno portato
Romeo da un vet purtroppo inesperto che lo curava per un ascesso
all'orecchio, infatti i sintomi sono peggiorati fino a che Romeo non
aveva piu' equilibrio, da li il ricovero da una altro vet. Le
speranze sembravano perse nonostante la cura immediata per sospetta
encefalite, Romeo non stava in piedi e rotolava di continuo fino a
che non è stato riportato a casa dopo vari consulti con esperte
conigliare;-))
Infatti Romeo
a casa ha ripreso equilibrio (anche se ancora a volte rotola), a
mangiare e continua la sua cura...
probabilmente
ritrovando i suoi odori e i suoi posti ha facilitato il recupero.
Questo ci ha
fatto capire che un coniglio con encefalite sta bene in casa fra i
suoi odori e posti conosciuti, ovviamente libero e con particolari
attenzioni perchè non si faccia male rotolando, per esempio mettere
cuscini, materassini e togliere gli oggetti o mobili pericolosi.

Romeo prima
della malattia:

Romeo durante
la malattia a casa:

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