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   TOXOPLASMOSI E CONIGLI

 

BASTA ALL'ABBANDONO IMMOTIVATO!

 

Troppo spesso gli animali vengono allontanati dalla famiglia quando arriva un bebè.

Purtroppo la disinformazione sul contagio da toxoplasmosi è ancora diffusa.

 

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Scopriamo infatti che il rischio più alto arriva dall'alimentazione...

 

cibarsi di carne cruda o poco cotta è il principale rischio di contagio.

 

 

bastano alcuni accorgimenti di normale igiene:

 

 

 

 

Dott. Matteo Trevisani medico veterinario spiega che:

 

 

La toxoplasmosi è una zoonosi causata dal Toxoplasma gondii, un microrganismo che compie il suo ciclo vitale, estremamente complesso e diverso a seconda dell’ospite, solo all'interno delle cellule. Il parassita può infettare moltissimi animali (dai mammiferi agli uccelli, dai rettili ai molluschi) e può trasmettersi da un animale all’altro attraverso l’alimentazione con carne infetta. Il Toxoplasma gondii non si trova solo nella carne, ma anche nelle feci di gatto e nel terreno e/o sugli alimenti sui quali abbia defecato un gatto. Solo il gatto (ospite definitivo) può diffondere nell'ambiente le oocisti pericolose per l'uomo tramite le feci, che richiedono però una "maturazione" di alcuni giorni per poter diventare pericolose se ingerite.
Ci sono  una serie di comportamenti e di pratiche che possono ridurre notevolmente il rischio di contrarre questa malattia.

Uno studio che ha coinvolto diversi centri in Europa, pubblicato sul British Medical Journal nel 2000, indica tra le principali fonti di infezione nelle donne gravide il consumo di carne poco cotta. Dai risultati emerge infatti che i fattori di rischio principali sono legati all’alimentazione (dal 30 al 63% dei casi dovuti all’assunzione di carne poco cotta).

È quindi necessario evitare di assaggiare la carne mentre la si prepara e lavarsi molto bene le mani sotto acqua corrente dopo averla toccata. Lo stesso studio evidenzia che un’altra importante fonte di contaminazione è rappresentata dalla manipolazione della terra degli orti e dei giardini, dove animali infetti possono aver defecato. È quindi necessario che, chi svolge attività di giardinaggio, si lavi molto bene le mani prima di toccarsi la bocca o la mucosa degli occhi.

Lo stesso vale per il consumo di ortaggi e frutta fresca, che dev’essere lavata accuratamente sotto acqua corrente.

Infine, negli ultimi anni si è ridimensionata l’attenzione nei confronti del gatto come portatore della malattia, in particolare se si tratta di un gatto domestico, alimentato con prodotti in scatola e la cui lettiera è cambiata tutti i giorni (le cisti del parassita si schiudono dopo tre giorni a temperatura ambiente e alta umidità). Il vero serbatoio della toxoplasmosi è invece rappresentato dai gatti randagi o con accesso all'esterno, che si infettano cacciando uccelli e topi contaminati, e che possono defecare nell'ambiente, rilasciando Toxoplasma anche per diverse settimane.

Per quanto riguarda il coniglio, si tratta di una specie che potenzialmente può essere soggetta a Toxoplasmosi ma che non  trasmette la malattia all'uomo tramite le feci.

I frequentatori di questo sito dovranno considerare la Toxoplasmosi del coniglio una zoonosi (malattia trasmissibile da animale a uomo) solo nel caso avessero intenzione di consumare crudi (!!!!!) i propri pet-rabbits!!!!

 

 

 

 

 

Una mamma in dolce attesa che ama i suoi conigli!

 

 

 

 

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