Servizio
Telefonico "SOS Maltrattamenti" ANIMALI
MALTRATTATI, LA LAV E IL SOTTOSEGRETARIO AL MINISTERO DELL’INTERNO, SEN.
ANTONIO D’ALI’, PRESENTANO I PRIMI RISULTATI DEL NUOVO SERVIZIO TELEFONICO
“SOS MALTRATTAMENTI” 848.588.544: ROMA E NAPOLI LE PROVINCE PIU’
ATTIVE NEL SEGNALARE MALTRATTAMENTI, SEGUITE DA VARESE E PALERMO, CANI VITTIME
NEL 52% DEI CASI, 150 TELEFONATE IN UNA SETTIMANA. DISTRIBUITE 150.000 “GUIDE
PRATICHE” ALL’APPLICAZIONE DELLA LEGGE 189/04. Gatti
catturati con cappi, cavalli malnutriti, cani picchiati, gatti uccisi a colpi di
pistola o fatti sbranare da cani da combattimento, gatti presi di mira da auto
in corsa, cani tenuti a catena corta o stipati in gabbie per polli; e poi
ancora: uccelli chiusi in gabbie troppo piccole, animali usati per
l’accattonaggio, cuccioli di cani uccisi da veterinari Asl perché ritenuti
discutibilmente “pericolosi”, pappagalli perennemente legati ad un trespolo
e costretti nella vetrina di un negozio, volpi lasciate agonizzare in una
tagliola: sono alcuni esempi di maltrattamenti segnalati alla LAV nella prima
settimana di attivazione del nuovo servizio telefonico “SOS
Maltrattamenti” 848.588.544 (al solo costo di una telefonata urbana da
tutto il territorio nazionale). Questa
mattina la LAV ha presentato, con l’intervento del Sottosegretario al
Ministero dell’Interno Sen. Antonio D’Alì, i primi risultati raccolti
attraverso questo nuovo servizio telefonico istituito dall’Associazione: 150
le telefonate giunte in una sola settimana al numero LAV 848.588.544
“SOS Maltrattamenti”; gli animali coinvolti sono nel 52% dei casi i
cani, per il 40% gatti, 3% cavalli, 3% uccelli, 1% cavie, 1% volpi. Sempre
secondo i risultati raccolti attraverso questo nuovo servizio telefonico LAV
attivo dal 1° novembre, a maltrattare sono gli uomini per il 93%
dei casi, le donne 6 %, i bambini l’1%. Numerose le telefonate
ricevute anche dalle Forze dell’Ordine, Carabinieri e Polizia municipale
in particolare, per avere delucidazioni sull’applicazione della nuova legge
189/04 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli
animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o
competizioni non autorizzate”, in vigore dal 1° agosto 2004. Le province
dalle quale sono arrivate più segnalazioni sono: Roma 20% del totale
delle segnalazioni, Napoli 15%, Varese e Palermo 10%, Cagliari,
Bologna e Cosenza 8%, L’Aquila, Bari, Catania, Teramo e Firenze 4%. Tra i casi
più frequenti: cani tenuti male o trascurati. In modo particolare sono i
vicini di casa a telefonare e chiedere l’anonimato nel fare la segnalazione,
perché non vogliono “seccature” e, in alcuni casi, temono ritorsioni.
Numerose le telefonate relative a controversie familiari: coppie che si separano
e litigano su chi deve avere il cane o chi lo deve accudire. Altre telefonate
sono relative a controversie condominiali relative a cani che abbaiano e ai
regolamenti condominiali che vietano la presenza di animali. “Il
servizio telefonico 848.588.544 “SOS Maltrattamenti” è stato istituito
dalla LAV proprio per far conoscere ai cittadini la nuova legge n.189/04 contro
i maltrattamenti agli animali e per favorirne, da subito, la corretta
applicazione - dichiara il presidente della LAV Sonny Richichi – A tale
fine la LAV ha anche distribuito ai cittadini 150.000 “Guide pratiche” con
le informazioni di base sulla Legge. I cittadini che segnalano casi di
maltrattamento sono invitati a presentare denuncia alle Autorità competenti,
ricevendo il nostro ausilio tecnico; naturalmente il nostro non è un numero di
"pronto intervento", né si sostituisce agli organi di polizia o
legali”. “Questi
primi risultati confermano che le violenze sugli animali sono un fenomeno
allarmante in Italia, per gravità degli abusi, molti con esito mortale: il 9%
secondo stime della LAV nel 2003, e per numero di animali vittime - dichiara
Ciro Troiano, responsabile LAV “SOS Maltrattamenti” - Finora le condanne
erano poche e irrisorie perché gli animali erano considerati una cosa senza
valore, ora la nuova legge 189/04 prevede la reclusione fino a tre anni e
sanzioni fino a 160.000 euro, ecco perché tutti dobbiamo impegnarci affinché
agli animali sia finalmente garantita giustizia e perché gli italiani imparino
a rispettarli. Chiediamo ai cittadini di denunciare i maltrattamenti agli
animali e di rivolgersi al nostro numero 848.588.544 per segnalarci tali
reati, alle Forze di Polizia e alla Magistratura di intervenire ed accertare le
responsabilità, al Governo di emanare al più presto i previsti decreti per
determinare le modalità di coordinamento tra le Forze di Polizia nazionali e
locali, per riconoscere le associazioni come la LAV che potranno custodire gli
animali salvati per sequestro o confisca, con la possibilità di poter
contribuire come parte lesa”. Al
numero 848.588.544 i cittadini possono
segnalare: -
maltrattamenti o abusi nei confronti degli animali; -
trasmettere atti di denuncia, per una possibile difesa degli interessi lesi e la
costituzione di parte civile della LAV; -
richiedere informazioni dettagliate sulle novità introdotte dalla legge 189/04
in vigore dal 1° agosto 2004; -
sostenere la campagna della LAV per l’applicazione della nuova legge 189/04
con una donazione deducibile o tramite l’iscrizione alla LAV. -
maltrattamento e doping; -
abbandono di animali; -
utilizzo di animali in spettacoli o manifestazioni con “sevizie o strazio”; -
uccisone di animali “per crudeltà o senza necessità”; -
combattimenti fra animali e competizioni non autorizzate; -
allevamento, addestramento, fornitura di animali per combattimenti; -
effettuazione di scommesse, anche se non presente ai combattimenti o
competizioni; -
produzione, commercializzazione, importazione di pelli di cani o gatti; -
sperimentazione senza anestesia se non autorizzata. 11.11.2004 Ufficio
Stampa LAV 064461325 – 3391742586 www.infolav.org
848.588.544
Comunicato stampa LAV-Lega
Anti Vivisezione 11.11.2004
La legge 189/04 contro i
maltrattamenti agli animali ha riformato positivamente il nostro Codice penale
relativamente ai seguenti reati, prevedendo ammende fino a 160 mila euro e la
reclusione fino a tre anni: