La vicenda si inserisce nell'ambito del dibattito sull'opportunità di prescrivere antidepressivi a ragazzi e bambini, dopo che numerose indagini hanno evidenziato un forte aumento dell'utilizzo di psicofarmaci in quella fascia di età.
Secondo l'accusa presentata da Spitzer, all'inizio del 1998 la Glaxo «si è impegnata, con un una azione concertata, a nascondere i dati negativi riguardanti il Paxil, e a omettere i riferimenti sull'efficacia e sulla sicurezza della somministrazione del farmaco a bambini e adolescenti».
L'azienda farmaceutica nega le accuse e si dichiara pronta a collaborare. Ma, secondo Spitzer, la Glaxo ha condotto cinque studi sugli effetti del Paxil pubblicandone solo uno che riportava risultati sostanzialmente buoni, mentre erano stati «soppressi i risultati negativi emersi dagli altri studi che potevano suggerire un possibile aumento del rischio di atti suicidi».
SDA-ATS