VERONA - "Prima, prima di Tangentopoli intendo, si largheggiava, si
faceva di tutto. Avevamo molti mezzi e c'erano pochi controlli. Anzi, nessuno.
Dopo il caso-Poggiolini, e lo scandalo degli sprechi nella sanità, le cose sono
cambiate. E anche le disponibilità aziendali destinate dalle case farmaceutiche
per le cosiddette regalìe, si sono drasticamente ridotte. Per cui mi sorprende
un po' che qualcuno si svegli solo adesso e venga a dire che c'è qualcosa che
non va. Perché, in realtà, quello che accade è normale, perfettamente
normale. Non c'è nulla di illegale". F.B., un veneto allegro e simpatico,
è uno degli "informatori medici" della Glaxo, così l'azienda chiama
i suoi "rappresentanti", o "propagandisti", come dicono
altri, che vanno in giro per ambulatori e studi medici a convincere i camici
bianchi che i prodotti della celebre multinazionale sono migliori di quelli
delle case concorrenti.
E' vero che per convincerli meglio non esitate a offrire regali, viaggi e
vacanze?
"La concorrenza è spietata, le aziende farmaceutiche vivono un periodo
difficile, si minacciano licenziamenti, e ci sono alcune ditte, specie tra
quelle che non aderiscono a Farmindustria, che si muovono in un modo molto
spregiudicato. E' anche colpa del governo, che diversamente da quello che accade
in altri paesi, ha lasciato qui in Italia la pratica del co-marketing, che vuol
dire che vi sono delle aziende italiane che hanno tutti i farmaci in licenza, e
allora succede che il medico si vede arrivare in studio tre informatori che
presentano lo stesso farmaco con nomi diversi. Come fa a scegliere? E' evidente
che va stimolato a scegliere un prodotto invece di un altro".
Quindi gli si propone un bel viaggetto di studi che in realtà è una
vacanza...
"Andiamoci piano. Noi invitiamo i medici a congressi scientifici, che
comunque servono. E adesso, diversamente dal passato, non possiamo più invitare
i medici di base, che tra l'altro proprio per questo motivo hanno protestato e
non ci volevano più ricevere, ma solo i medici specialisti e non convenzionati.
E non invitiamo più gli accompagnatori, o accompagnatrici, mentre prima
potevano portare chi volevano. Non solo. Dobbiamo comunicare all'azienda i nomi
dei medici da invitare tre mesi prima, c'è un numero chiuso e la parola finale
spetta al ministero".
Vabbè, sarete più severi con gli inviti. Ma i regali? E i computer da 5mila
euro?
"Sì, è vero, ci sono delle regalìe, come le chiamiamo noi, che sono
previste, come dei libri particolarmente rari, difficili da trovare, di
argomento scientifico s'intende. Per queste piccole spese abbiamo un massimale
di 300 euro. Poi ci sono le regalìe più importanti, come i computer, che
vengono dati in "comodato d'uso". E non vanno al singolo medico, ma
vengono forniti dalla casa farmaceutica all'ente ospedaliero, che spesso tra
l'altro ne ha bisogno come il pane, visto come sono messi gli ospedali. Se poi
è un solo medico ad usarle, o se le porta nel suo studio privato, beh, questo
è un problema che riguarda gli enti ospedalieri, non noi".
Nulla da rimproverarvi, quindi?
"Assolutamente no. Anche i rappresentanti di caramelle fanno dei regali a
chi acquista certi quantitativi".